Marianella senza campo, la denuncia del presidente: «Così è impossibile fare calcio»
NAPOLI – «Vorrei far presente a tutti in che condizioni siamo costretti a fare calcio a Marianella, Scampia e in tutta l’Ottava Municipalità». È un appello carico di amarezza quello lanciato dal presidente del Marianella, che denuncia le difficoltà incontrate dalla società nell’organizzazione degli allenamenti durante il periodo estivo e chiede un intervento delle istituzioni.
La squadra ha iniziato la preparazione il 27 luglio e ha portato a termine la prima settimana di lavoro. Da lunedì, però, secondo quanto riferito dal presidente, il Marianella non saprebbe più dove poter svolgere regolarmente gli allenamenti e sarebbe quindi costretto a rivolgersi a strutture private.
Al centro della protesta c’è la gestione dell’impianto utilizzato dalla società. Il presidente sostiene che, nonostante la Municipalità abbia la gestione del campo, in oltre 40-50 giorni non sarebbe stato possibile predisporre una turnazione del personale tale da garantire l’apertura della struttura anche durante il periodo delle ferie.
Una situazione che il massimo dirigente del Marianella considera ancora più difficile da comprendere alla luce della presenza, secondo quanto da lui riferito, degli addetti di Napoli Servizi incaricati delle attività di pulizia.
«Il campo sarà chiuso alla squadra per ferie, ma paradossalmente Napoli Servizi, azienda incaricata della pulizia, sarà regolarmente presente dalle 6 alle 14 fino al 14 agosto. Se il personale è presente, perché l’impianto non può essere utilizzato da chi rappresenta il territorio?», è la domanda posta dal presidente.
Una vicenda che, nelle parole del dirigente, va ben oltre le esigenze sportive della prima squadra. Il problema sollevato riguarda infatti il ruolo che le strutture sportive pubbliche possono avere in quartieri come Marianella e Scampia e, più in generale, nell’intero territorio dell’Ottava Municipalità.
«Io, da presidente ma soprattutto da cittadino nato e cresciuto qui, mi faccio una domanda: secondo voi mi piace fare polemica sotto 40 gradi, nel pieno dell’estate? Assolutamente no», sottolinea.
La contestazione riguarda soprattutto la distanza che, secondo il presidente, esisterebbe tra gli impegni annunciati a favore dello sport e dei giovani e le difficoltà che le associazioni incontrano quotidianamente sul territorio.
«La rabbia nasce dal vedere che in campagna elettorale si parla di togliere i ragazzi dalla strada, di investire nello sport e nei giovani, ma poi si chiude l’unica struttura disponibile. Si chiudono i campi, si chiudono le ville comunali, si lasciano le associazioni sportive completamente sole».
Il presidente chiede quindi che la questione venga affrontata anche a livelli istituzionali superiori, affinché possa essere individuata una soluzione che consenta alla squadra di proseguire regolarmente la preparazione senza essere costretta a cercare ogni volta una struttura alternativa.
Una situazione che pesa ancora di più alla luce del percorso sportivo compiuto dal Marianella negli ultimi anni. Il presidente ricorda i sacrifici economici e personali sostenuti per portare avanti il progetto e soprattutto le due promozioni conquistate sul campo nell’arco di tre anni.
«È possibile che nessuno, ai livelli più alti, intervenga? È possibile che, dopo tre anni di sacrifici, investimenti personali, rinunce e due promozioni conquistate sul campo, oggi il Marianella debba andare in giro a chiedere ospitalità per allenarsi?».
Parole che fotografano la frustrazione di una società che sostiene di aver investito tempo e risorse per costruire un progetto sportivo fortemente legato al quartiere e che ora si trova alle prese con un problema logistico proprio nel momento delicato della preparazione alla nuova stagione.
«In questi tre anni ho imparato una cosa: troppo spesso le istituzioni non vengono incontro a chi lavora seriamente sul territorio, ma finiscono per ostacolarlo», afferma ancora il presidente.
Nonostante le difficoltà, dal Marianella non arriva però alcuna intenzione di fermarsi. Il presidente assicura che continuerà a portare avanti il progetto e a chiedere condizioni adeguate per consentire alla squadra e ai ragazzi del territorio di praticare sport.
«Io continuerò a lottare per questa società, per questi ragazzi e per il nostro quartiere. Ma chi ha responsabilità amministrative dovrebbe ricordarsi che lo sport non è un favore da concedere: è un servizio fondamentale per una comunità».
Un appello che parte dal campo di calcio ma che punta direttamente alle istituzioni, con la richiesta di trovare una soluzione che permetta al Marianella di proseguire la propria attività e di continuare a rappresentare il territorio.
