Europei U23, il PalaVesuvio applaude gli azzurri

Napoli – Giornata amara per il Judo italiano, Cristiano Mincinesi sfiora il bronzo e chiude quinto nei 90 kg. Settimo posto per Sofia Kubler. Dopo le quattro medaglie conquistate nella giornata inaugurale, gli azzurri si preparano alla sfida finale a squadre miste. Il PalaVesuvio si conferma protagonista del grande judo europeo.

 La seconda giornata dei Campionati Europei Under 23 di judo, in corso al PalaVesuvio di Ponticelli, regala nuove emozioni al pubblico napoletano, anche se questa volta l’Italia non riesce ad arricchire il proprio medagliere. Dopo lo straordinario esordio caratterizzato dalla conquista di due medaglie d’oro e due d’argento, la nazionale azzurra chiude il sabato con un quinto e un settimo posto, conservando comunque la seconda posizione nella classifica generale delle nazioni.

A prendersi la scena è soprattutto Cristiano Mincinesi, atleta delle Fiamme Oro, che nella categoria fino a 90 chilogrammi arriva a un passo dal bronzo dopo una competizione affrontata con grande personalità. Il judoka italiano dimostra fin dai primi incontri di poter competere con i migliori specialisti europei della categoria, superando prima il francese Okoye e successivamente lo spagnolo Halich.

Due successi che gli spalancano le porte della semifinale, dove trova sulla propria strada il georgiano Javakhshvili. L’avversario riesce a imporsi, costringendo Mincinesi a disputare la finale per il terzo posto contro l’ungherese Kiss.

È proprio quest’ultimo combattimento a regalare uno dei momenti più intensi della giornata. L’azzurro parte con determinazione, trova uno yuko e sembra poter gestire il vantaggio fino alla conclusione. Ma quando il bronzo appare ormai vicino, Kiss riesce a riportare il confronto in equilibrio a pochi secondi dal termine.

Nel finale arriva l’episodio decisivo: un’azione di ura nage viene valutata waza-ari a favore dell’ungherese, che conquista così la medaglia di bronzo. Per Mincinesi resta un quinto posto che lascia inevitabilmente amarezza, ma anche la consapevolezza di aver disputato una gara di alto livello, combattendo fino agli ultimi istanti per salire sul podio continentale.

Un risultato che conferma quanto sia elevata la competitività di questi Europei, dove spesso sono i dettagli e le singole azioni a determinare la differenza tra una medaglia e un piazzamento.

Nella categoria oltre 78 chilogrammi arriva invece il settimo posto di Sofia Kubler, dell’Accademia Prato. La judoka italiana comincia positivamente superando la montenegrina Mrvaljevic, ma deve successivamente arrendersi alla francese Mienandi Lahou e alla turca Yilmaz. Un percorso che si conclude lontano dal podio, ma che rappresenta comunque un’importante esperienza internazionale.

Più complicata la giornata per gli altri rappresentanti italiani impegnati sul tatami napoletano. Grande attesa accompagnava la partecipazione di Manuel Parlati, atleta delle Fiamme Oro, uno dei nomi più conosciuti dal pubblico di casa. Il judoka napoletano, impegnato negli 81 chilogrammi, viene però eliminato all’esordio dal norvegese Brekke-Jenssen, interrompendo subito il proprio cammino europeo.

Non va meglio a Francesco Basso, dei Carabinieri, impegnato nella categoria oltre 100 chilogrammi. Il suo torneo termina dopo il confronto con il francese Rigaud, che riesce a imporsi impedendo all’azzurro di proseguire nella competizione.

Eliminazione nelle fasi iniziali anche per le due rappresentanti femminili Serena Ondei, dei Carabinieri, e Lucia Magli, dell’Accademia Torino. La prima viene superata dalla rumena Bob, mentre la seconda deve cedere all’israeliana Bar Or.

Nonostante una seconda giornata priva di medaglie, il bilancio complessivo della spedizione italiana rimane decisamente positivo. I quattro podi conquistati venerdì, con due ori e due argenti, consentono infatti alla nazionale di occupare il secondo posto nel medagliere continentale al termine delle prove individuali.

Un risultato importante per il movimento italiano, che proprio a Napoli sta dimostrando di possedere una generazione di giovani judoka capace di confrontarsi con le migliori scuole europee.

Ma questi campionati rappresentano anche qualcosa di più di una semplice competizione sportiva. Napoli è tornata al centro del judo internazionale, offrendo una cornice organizzativa e sportiva che rilancia le ambizioni della città nell’ospitare manifestazioni di altissimo livello.

Il PalaVesuvio di Ponticelli, nella periferia orientale del capoluogo campano, è diventato il punto d’incontro di atleti, tecnici, dirigenti e appassionati provenienti da numerose nazioni. Un’occasione di visibilità internazionale per un impianto e per un territorio che possono trovare proprio nello sport un’importante opportunità di valorizzazione.

A sottolineare il significato della manifestazione è stato anche il presidente della Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, Gianni Morsiani, che ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dagli azzurri e per la risposta organizzativa di Napoli.

Il presidente federale ha evidenziato come le quattro medaglie conquistate confermino la competitività dell’Italia, già protagonista ai Giochi del Mediterraneo, sottolineando anche il valore educativo del judo e il ruolo di campioni come Gennaro Pirelli, capaci di rappresentare questa disciplina dentro e fuori dal tatami.

Morsiani ha inoltre rilanciato un obiettivo ambizioso: portare in Italia una tappa del Grand Slam di judo, circuito internazionale che riunisce alcuni dei migliori atleti del mondo. Un progetto che, se concretizzato, rappresenterebbe un ulteriore passo avanti per la crescita e la visibilità del movimento nazionale.

Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal presidente della European Judo Union, Laszlo Tòth, che ha ricordato il lungo intervallo trascorso dall’ultima grande manifestazione europea giovanile ospitata in Italia, gli Europei juniores di Roma del 1999.

Il massimo dirigente del judo continentale ha sottolineato la crescita della nazionale italiana, sia in termini di risultati sia nella capacità di organizzare eventi internazionali, indicando Napoli come una città potenzialmente in grado di ospitare in futuro anche un Campionato Europeo Senior.

Un riconoscimento significativo per una città che sta dimostrando di poter accogliere manifestazioni sportive di prestigio e che, grazie anche alla risposta del pubblico, può candidarsi a diventare un punto di riferimento per il judo internazionale.

Intanto, archiviati i combattimenti individuali, l’attenzione si concentra sull’ultima giornata degli Europei, in programma domenica 1° novembre, quando il PalaVesuvio ospiterà il Mixed Teams Event.

La competizione a squadre miste rappresenta uno degli appuntamenti più spettacolari dell’intera manifestazione. Uomini e donne gareggiano insieme per la propria nazionale, alternandosi nei combattimenti che determinano il risultato finale del confronto.

Una formula nella quale il talento individuale deve necessariamente accompagnarsi alla forza del gruppo, alla capacità di gestire la pressione e alla compattezza della squadra.

Tra gli azzurri chiamati a dare il proprio contributo ci sarà anche Henry Owusu, delle Fiamme Gialle, pronto a scendere sul tatami per aiutare l’Italia a conquistare un altro risultato importante davanti ai propri sostenitori.

Dopo le quattro medaglie della giornata inaugurale e i piazzamenti ottenuti sabato, la nazionale italiana proverà dunque a chiudere la manifestazione con un’ultima soddisfazione.

Per Napoli sarà anche l’occasione di salutare tre giornate di grande sport internazionale, che hanno riportato il judo di alto livello nel capoluogo campano e acceso i riflettori su Ponticelli.

La sfida conclusiva sarà trasmessa in diretta streaming sulla piattaforma ufficiale judo.tv, mentre sugli spalti del PalaVesuvio il pubblico proverà ancora una volta a spingere gli azzurri verso il podio.

L’Italia ha già dimostrato di poter vincere. Adesso resta un’ultima sfida, quella della squadra, per trasformare gli Europei di Napoli in una festa ancora più grande.

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