Il Napoli ha scoperto un altro Massimiliano Allegri. Non soltanto l’allenatore capace di stemperare le tensioni con una battuta, di proteggere i calciatori davanti alle telecamere e di gestire lo spogliatoio attraverso il dialogo. Nell’intervallo della sfida contro il Bologna sarebbe emerso anche il volto più duro del tecnico livornese, quello che pretende attenzione, mentalità e soprattutto una reazione immediata quando vede la squadra allontanarsi dai suoi principi.
Il primo tempo contro il Bologna non sarebbe affatto piaciuto ad Allegri. Al di là del risultato, a preoccupare il tecnico sarebbe stato soprattutto l’atteggiamento della squadra, ancora una volta vulnerabile nei minuti conclusivi della prima frazione. Una situazione che si era già ripetuta nelle precedenti partite e che avrebbe fatto scattare l’allarme.
Da qui la durissima strigliata nello spogliatoio del Maradona. Allegri avrebbe alzato notevolmente i toni, contestando ai suoi uomini la mancanza della mentalità necessaria e chiedendo un cambio radicale nell’approccio alla partita. Un intervento molto diverso dall’immagine mostrata fino a quel momento dal tecnico nel rapporto quotidiano con il gruppo.
Il messaggio appare chiaro: la disponibilità nei confronti dei giocatori non significa accettare passivamente errori e cali di concentrazione. Allegri vuole costruire un Napoli capace di rimanere dentro la partita per tutti i novanta minuti, evitando quelle pause che nelle ultime settimane hanno spesso esposto la squadra ai pericoli degli avversari.
La reazione arrivata nella ripresa contro il Bologna diventa allora un elemento importante. Il Napoli ha cambiato atteggiamento, trovando con Lobotka il gol dell’1-0 e riuscendo a portare a casa una vittoria necessaria. Ma per Allegri il risultato potrebbe rappresentare soltanto il punto di partenza.
Il tecnico vuole evidentemente incidere anche sulla testa dei suoi calciatori. Dopo una prima fase nella quale ha cercato soprattutto di conoscere il gruppo e costruire un rapporto con lo spogliatoio, adesso sembra arrivato il momento di aumentare le richieste. E la sfuriata durante l’intervallo contro il Bologna potrebbe segnare simbolicamente l’inizio di questa seconda fase.
C’è inoltre un ottobre che potrebbe assumere un peso considerevole nel percorso della squadra. L’obiettivo sarà recuperare condizione atletica, uomini e certezze, ma soprattutto costruire quella continuità mentale che Allegri considera indispensabile. Il Napoli ha qualità tecniche importanti, ma il tecnico sembra chiedere qualcosa in più: diventare una squadra capace di riconoscere i momenti della partita e di non concedere agli avversari occasioni evitabili nei passaggi più delicati.
La luna di miele, almeno sotto il profilo della gestione morbida dello spogliatoio, potrebbe quindi essere terminata. Non significa necessariamente una rottura tra allenatore e giocatori. Al contrario, può rappresentare l’ingresso in una fase differente del rapporto, nella quale Allegri pretende di più perché ritiene che questa squadra possa dare di più.
Il Napoli adesso conosce anche questo volto del suo allenatore. Dietro sorrisi e battute c’è un tecnico che, quando vede venir meno concentrazione e mentalità, non esita ad alzare la voce. Il Bologna potrebbe aver rappresentato il confine tra il periodo della conoscenza e quello delle pretese. Da questo momento, per gli azzurri, sottovalutare la furia di Allegri non sembra più possibile.
