Napoli-Roma, il rimpianto degli azzurri

Ph. di Fabio Sasso/FPA

Tre gol segnati e una vittoria sfuggita due volte. Il Napoli pareggia 3-3 contro la Roma e lascia il campo con un rimpianto che supera la soddisfazione per una prestazione a tratti convincente. Gli azzurri costruiscono il doppio vantaggio, sprecano l’occasione per chiudere la partita e, dopo essersi fatti raggiungere, tornano avanti grazie a Scott McTominay. Neppure il 3-2, però, è sufficiente: la Roma trova ancora la risposta e costringe la squadra di Massimiliano Allegri a interrogarsi sulla propria fragilità difensiva.

Il risultato fotografa il limite principale del Napoli: la difficoltà nel trasformare una posizione favorevole in una vittoria. Non manca la capacità di creare occasioni, né quella di reagire ai momenti complicati. Manca la gestione dei passaggi decisivi, quando servono precisione sotto porta e attenzione davanti alla propria area. Contro la Roma vengono meno entrambe.

Il primo tempo offre segnali positivi. Il Napoli interpreta bene la gara, trova soluzioni efficaci nelle ripartenze e mette in difficoltà la difesa giallorossa. Politano è tra i protagonisti: partecipa alla manovra, dà profondità e serve a McTominay un pallone prezioso per il 2-0. Un’azione che premia la qualità dell’esterno e i tempi d’inserimento dello scozzese.

Poi arriva l’opportunità che avrebbe potuto cambiare il seguito della partita. Politano si ritrova solo davanti a Gollini, ma la conclusione viene respinta dal portiere. Il possibile 3-0 sfuma e la Roma resta in corsa.

Serie A championship football match - 2026/27: Napoli vs Roma
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È un errore importante, ma ridurre il pareggio a quel tiro significherebbe ignorare quanto accaduto dopo. Politano aveva contribuito in maniera concreta al vantaggio e disputato una buona gara. Soprattutto, una squadra ambiziosa deve possedere gli strumenti per difendere due reti di margine anche quando manca l’occasione per segnare la terza.

Il Napoli, invece, arretra e lascia ai giallorossi l’iniziativa. La Roma muove il pallone da destra a sinistra, cerca varchi e insiste. Gli azzurri provano a proteggere l’area con un blocco basso, senza però riuscire a togliere agli avversari lo spazio e il tempo necessari per rendersi pericolosi. Il vantaggio si consuma fino al 2-2.

La reazione restituisce al Napoli una nuova possibilità. McTominay trova ancora il gol, firma la seconda doppietta consecutiva e riporta avanti la squadra. È una rete che avrebbe potuto consegnare alla serata un significato diverso: il Napoli, raggiunto dopo essere stato avanti di due gol, dimostra di avere ancora energie e risorse per vincere.

Il successivo 3-3 rende il rimpianto ancora più pesante. Gli azzurri non riescono a proteggere neppure il vantaggio appena ricostruito e confermano un problema che riguarda la tenuta complessiva della squadra. Non basta schierarsi vicino alla propria porta per renderla sicura. Se le uscite sono tardive, le marcature si allentano e i palloni pericolosi non vengono allontanati, arretrare finisce per aumentare la pressione.

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L’assenza di Rrahmani impone ad Allegri una soluzione diversa al centro della difesa. Badiashile e Rafa Marin offrono inizialmente una prova positiva, prima che il francese debba fermarsi per un problema muscolare. La sua uscita priva il reparto di un riferimento durante una fase delicata dell’incontro.

Rafa Marin risponde con una prestazione di grande impegno. Commette alcune imprecisioni tecniche e rischia con un intervento iniziale a piede alto, ma affronta la partita con intensità, cerca il duello e prova a contenere gli attaccanti romanisti. La generosità non cancella gli errori, ma rappresenta un elemento da riconoscere nella valutazione della sua gara.

L’ingresso di Beukema non garantisce la stabilità necessaria. Nell’azione del gol di Soulé pesa la mancata uscita sull’avversario; sul terzo gol, invece, il difensore perde tempo nella richiesta di un fallo e fatica a rientrare efficacemente nell’azione. Sono situazioni nelle quali sarebbe servita una risposta più rapida, soprattutto con il risultato ancora da difendere.

Anche gli episodi che coinvolgono Di Lorenzo e Beukema vanno letti dentro questo problema di gestione. Le proteste per i contatti con Malen e Baldanzi non possono sostituire la necessità di continuare a giocare fino all’intervento dell’arbitro. Quando la decisione di Colombo non arriva, il pallone resta il primo riferimento: bisogna liberare l’area, recuperare posizione e seguire l’avversario.

Attribuire il pareggio soltanto alle valutazioni arbitrali impedirebbe al Napoli di affrontare i propri limiti. La squadra deve chiedersi perché abbia concesso alla Roma di rientrare dal 2-0 e perché non sia riuscita a difendere il 3-2. Le due reti subite sugli sviluppi di calcio d’angolo richiamano inoltre l’attenzione sulla gestione delle palle inattive, dove concentrazione e responsabilità individuali devono accompagnare l’organizzazione collettiva.

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È qui che emerge il paradosso della serata. Il Napoli sceglie spesso un atteggiamento prudente, ma continua a concedere gol. Rinuncia a parte dell’iniziativa per ridurre i rischi, senza ottenere la sicurezza cercata. Allegri deve trovare un equilibrio che consenta alla squadra di difendere con maggiore efficacia e, nello stesso tempo, di conservare una minaccia offensiva capace di alleggerire la pressione.

McTominay resta il principale motivo di fiducia. Lo scozzese attacca gli spazi, sostiene la manovra e offre una presenza decisiva in area. La seconda doppietta consecutiva conferma il suo peso, ma evidenzia anche quanto il Napoli stia chiedendo ai propri uomini più incisivi per compensare gli errori commessi altrove.

La prestazione contro la Roma contiene elementi sui quali lavorare. Gli azzurri hanno creato diverse occasioni nitide, giocato un primo tempo di qualità e trovato la forza di reagire al pareggio. La squadra giallorossa, da parte sua, ha continuato a cercare il risultato senza uscire dalla partita. Il 3-3 nasce anche da questa ostinazione, oltre che dalle occasioni lasciate aperte dal Napoli.

Dopo Milano contro l’Inter e Firenze, un’altra gara favorevole si chiude con punti lasciati per strada. La ripetizione pesa più del singolo episodio: indica una difficoltà che non può essere risolta soltanto chiedendo maggiore attenzione. Servono letture più efficaci, distanze migliori e scelte adeguate ai diversi momenti dell’incontro.

Il pareggio contro la Roma avrebbe potuto rappresentare un risultato accettabile alla vigilia. Per come si è sviluppata la partita, lascia invece la sensazione di una vittoria perduta. Il Napoli ha mostrato abbastanza qualità per conquistarla, ma ancora una volta non ha saputo custodire ciò che aveva costruito.

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